L’osteosintesi endomidollare mediante viti senza testa (Intramedullary Headless Screw Fixation, IHSF) rappresenta una delle più significative innovazioni degli ultimi decenni nel trattamento delle fratture della mano. Sviluppata inizialmente per la sintesi delle fratture dello scafoide carpale, questa metodica ha progressivamente esteso le proprie indicazioni alle fratture dei metacarpi e delle falangi, modificando in modo sostanziale i paradigmi terapeutici tradizionali. La possibilità di ottenere una sintesi stabile attraverso accessi mini-invasivi, riducendo al minimo l’aggressione ai tessuti molli e consentendo una mobilizzazione precoce, ha determinato un crescente interesse da parte dei chirurghi della mano. Scopo del presente lavoro è analizzare i principi biomeccanici, le indicazioni, le tecniche chirurgiche e gli aspetti pratici dell’impiego delle viti endomidollari senza testa nelle diverse sedi anatomiche della mano, evidenziandone vantaggi, limiti e prospettive future. La presente rassegna tecnica raccoglie i contributi del Corso di Istruzione del 63° del Congresso Nazionale SICM e illustra le strategie per ottimizzare il posizionamento delle viti nello scafoide, nelle ossa metacarpali e nelle falangi, con specifica attenzione agli errori più frequenti e alle relative strategie preventive.







