Sono a congedarmi dai soci della SICM come responsabile della commissione editoriale, sono estremamente onorato di aver potuto servire la Società Italiana durante questi 6 anni. La nostra rivista si è trasformata in formato digitale con l’aiuto della Pacini Editore che ci ha permesso di creare una Rivista nuova, molto piacevole da sfogliare che rispetta l’ecologia e ci permette una rapida consultazione.
Ringrazio tutti i colleghi della commissione editoriale che negli anni si sono succeduti, grazie è stato bello lavorare con voi e con tutti i soci!
“Complicanze e insuccessi in Chirurgia della Mano – prevenirli, trattarli e trarne insegnamento”: questo il tema scelto per il 63° Congresso nazionale della SICM a Milano 2025 che ho avuto l’onore di presiedere insieme ai colleghi Alberto Lazzerini e Giorgio Pajardi. Questo anche l’argomento che avevo scelto di inserire sempre, come rubrica fissa, in ogni numero della rivista dopo il mio insediamento.
La pubblicazione degli insuccessi è spesso sottovalutata e poco rappresentata nella letteratura internazionale. Questo rappresenta una grande “mancanza” nella nostra produzione scientifica, perché si tende a favorire lavori sempre nuovi, con risultati buoni, con poche complicanze o problematiche… purtroppo la guarigione in seguito alle nostre procedure chirurgiche dovrebbe essere la norma… ma quando non va come vorremmo… ecco che nasce la necessità di superare le difficoltà, trovare soluzioni e crescere.
Molti uomini saggi nel tempo hanno detto che il fallimento porta alla crescita. Riconoscere e accettare l’errore richiede coraggio. E questo è particolarmente vero quando lo si affronta con i pazienti. Sebbene si tratti di un risultato clinico per il medico, per il paziente è un’esperienza profondamente personale. Il chirurgo deve sempre mostrare empatia ed essere onesto con il paziente. I medici devono essere chiari riguardo alle aspettative del paziente, avvertirlo delle possibili complicazioni e, infine, essere diretti nella gestione e nella comunicazione del risultato imprevisto.
Non è mai facile ammettere e parlare di un insuccesso, poiché ci è stato insegnato a non fallire e abbiamo persino assistito a casi di stigmatizzazione. Ma se si vuole imparare dagli errori, il primo passo è ammettere a se stessi di aver sbagliato. Solo allora si può iniziare a pensare a cosa è andato storto o quali fattori sono stati trascurati. È così che possiamo usare questi ostacoli per crescere.
Aprire un piccolo forum per discutere e identificare le cause che potrebbero aver portato all’insuccesso è un esempio da seguire. Comprendere e fornire una soluzione al problema può essere la strada verso nuove intuizioni. È necessario sentirsi a proprio agio nel condividere il problema, accettare critiche costruttive e, soprattutto, imparare dagli sbagli. Questa esperienza renderà più umili, farà capire che c’è sempre un modo migliore e aiuterà a rimanere sulla strada giusta per risolvere e affrontare casi difficili.
Il vero fallimento è quando ci si scoraggia, si perde interesse, si evitano questi casi difficili e, soprattutto, si finisce per abbandonare il campo. Ho visto alcuni chirurghi percorrere questa strada, dove invece di accettare la prova, prendono una deviazione e abbandonano la sfida, la crescita, il miglioramento. Il fallimento chirurgico è difficile da affrontare per ognuno di noi. Ma, ironicamente, per evitare errori futuri, dobbiamo continuare a commettere sbagli e imparare da essi. È così che si evolve il campo della medicina.
Costruite un ambiente in cui sia possibile condividere fallimenti ed errori. Questo non solo aiuterà la crescita individuale, ma sarete testimoni della maturazione come reparto o unità. L’insuccesso arriverà involontariamente, ma scegliere di crescere dagli errori può essere fatto solo intenzionalmente. Questa credo sia la strada per diventare maestri per noi stessi e per gli altri.
Il fallimento è realmente tale solo se da esso non si riesce a trovare la causa e quindi il modo di crescere imparando qualcosa!







